BIM metodologia necessaria per l’innovazione del settore edile

bim come strumento per l'nnovazione del settore edile

Il 22 Settembre 2014 si è svolta l’Assemblea Generale di Assimpredil ANCE di Milano, Lodi, Monza e Brianza. Nell’occasione è stato presentato il Libro Bianco delle Costruzioni contenente l’analisi del mercato ed i trend di sviluppo del settore.

Un intero capitolo del libro è dedicato al BIM , come metodologia necessaria per l’innovazione del settore edile.

Ecco un riassunto dei temi più importanti:

“Il BIM, Building Information Modeling è la frontiera dell’innovazione per il nostro settore e l’Italia è in ritardo”

NB: è stata tolta dal decreto “Sblocca Italia” la norma che indicava il BIM come requisito necessario per accedere a progetti pubblici.

 

“Lo strumento BIM, di fatto, è un nuovo modo di organizzazione del processo costruttivo attraverso procedure standardizzate di lavoro che permettano un vero controllo dell’intero ciclo: il cantiere diviene una delle fasi di un unico processo logico che va dall’ideazione del prodotto alla sua dismissione.”

 

“In tema di innovazione di processo e di prodotto, la sfida che il settore delle costruzioni potrà raccogliere in questi ultimi anni, sulla scorta di importanti esperienze internazionali, è quella relativa al BIM (Building Information Modeling).”

 

Il BIM, collocato tra le nuove tecnologie informatiche, sta entrando nei modelli produttivi attraverso la fase di progettazione ma è destinato ad incidere profondamente sull’organizzazione aziendale. “

 

“Oltre dunque a razionalizzare il processo produttivo, il software permette di agganciare alla progettazione, oltre alla dimensione dello spazio (3D – l’applicativo, infatti, ragiona per oggetti e non per singole linee, come i software standard di disegno) anche la dimensione temporale (4D) e la dimensione dei costi (5D), in modo tale da poter definire l’acronimo BIM anche come Building Information Management.”

 

“Il percorso di implementazione ha, oggi, molte barriere da abbattere, prima di tutto quella delle competenze che richiede una mirata azione formativa”

 

“Nei Paesi dove da più tempo si usa tale modalità la clientela maggiore è rappresentata dai Contractor che hanno dato vita a un mercato globalizzato con BIM Competence Centre in tutte le Regioni. Il Building Information Modelling è, in realtà, un metodo di gestione (di Programme e di Project Management), destinato a integrarsi con il Product Lifecycle Management, in cui, secondo modalità olistiche legate all’accesso ai concetti tramite la visualizzazione, si governano i flussi informativi e decisionali.”

Le conclusioni a cui si arriva sono legate all’utilizzo del BIM nel mercato italiano, scenario atipico rispetto al panorama europeo, il pensiero dell’ANCE è affidato al Prof. Angelo Luigi Camillo Ciribini, DICATAM, Università degli Studi di Brescia

“La sfida che il BIM pone al mercato domestico è, pertanto, duplice:
a) rivisitare radicalmente un sistema, solo apparentemente irrazionale, che ha generato sprechi, inefficienze, diseconomie, che ha allontanato il Paese dagli standard di competizione internazionali, ma di cui hanno beneficiato non pochi, che si è rafforzato nei propri interessi particolari dall’inerzia di coloro che tali vantaggi non possedevano;
b) proporre soluzioni identitarie per committenti, professionisti, imprenditori, che rivisitino alcune carenze in termini dimensionali, tecnologici, organizzativi, finanziari.”

La sfida è lanciata, sapremo raccoglierla?

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